| Serbata
tra i resti delle mura cinquecentesche e le tre porte antiche, la citta' di Lecce,
capoluogo
di provincia e cuore storico del Salento, si offre fastosa e altera, nella sua
inconfondibile fisionomia barocca, sebbene le origini piu' remote rimandino a
un insediamento messapico divenuto poi, in epoca romana, sede dell'importante
colonia di Lupiae. Oscurata in eta' bizantina dall'ascesa di Otranto, porta sull'Oriente
e capitale dell'intero Salento - definito allora, con la Calabria, Terra d'Otranto
-, rinacque con i Normanni - pregevole testimonianza dell'epoca e' la chiesa dei
Santi Niccolo' e Cataldo -, consolidando definitivamente con gli Angioini e con
gli Aragonesi la sua centralita' nel territorio salentino. Fortificata da Carlo
V, il quale fece erigere il castello e le mura, la citta' conobbe poi, tra '600
e '700, l'intensa stagione creativa del barocco, che in una sinfonia sempre elegante
di esuberanti decorazioni, opera ardita di scalpellini e scultori locali, rivesti'
armoniosamente e rese ugualmente scenografiche architetture laiche e religiose.
Cosi', oggi, le lussuose dimore nobiliari, i palazzi Adorno, Della Ratta, Gorgoni,
Marrese, Palmieri, si armonizzano con gli imponenti e sontuosi monasteri e con
le magnifiche chiese, Santa Chiara, Sant'Irene, Sant'Anna, la chiesa del Rosario,
il
duomo,
- gemma del sorprendente gioiello urbanistico che e' la sua piazza -, e, infine,
la basilica di Santa Croce, celebrato culmine del barocco cittadino. Tra vie tortuose
e piazzette raccolte, Lecce, la nobile, appare in una fioritura pietrificata di
facciate, balconi, finestre, portali, in una sorpresa continua di scorci e di
prospettive, dominati dalle calde tonalita' avorio e ambra della pietra locale,
che conferisce un fascino sottile e ineguagliabile alla "Firenze del Sud".
Forse il più celebrato simbolo barocco di Lecce è la magnifica basilica
di Santa Croce, che, quasi celata nell'antico te ssuto
urbano, si leva lungo la Via Umberto I. La superba facciata dell'edificio racchiude
mirabilmente la storia della sua costruzione corale iniziata nel 1549 - ma il
luogo di culto era stato fondato già nel 1353 - e conclusa solo nel 1695,
presentando, così, un cinquecentesco, classicheggiante e armonioso ordine
inferiore - opera del noto G. Riccardi, arricchita, nel '600, dai tre portali
di Francesco Antonio Zimbalo -, sormontato dall'esuberante e doviziosa parte superiore
barocca, firmata da Cesare Penna. Al di sopra di un'elaborata balaustra, sorretta
da curiose e plastiche cariatidi, si dischiude, infatti, uno strabiliante "arazzo"
ricamato dai mille particolari - cornici, stemmi, statue, colonne, teste ricciolute,
e ancora putti ilari e pingui, ghirlande e fregi -, in cui si staglia il grande
e profondo rosone centrale fitto di intagli. L'interno della chiesa, diviso in
tre navate da slanciate colonne - singolari e raffinati i capitelli scolpiti con
i volti degli apostoli -, presenta, nell'alta e solenne navata maggiore, un bel
soffitto ligneo a cassettoni dorati, con la centrale e ottocentesca tela di Giovanni
Grassi, brevi cappelle e ricchissimi altari, tra i quali spicca quello di S. Francesco
di Paola, con gli splendidi bassorilievi delle quinte raffiguranti momenti della
vita del santo - autentico capolavoro di F. A. Zimbalo -, e, infine, la bellissima
abside costolonata, ampliata da nicchie. Saldato armoniosamente alla basilica,
si dispiega il maestos o
ex convento dei Celestini, oggi palazzo del Governo: firmato da G. Zimbalo e dal
Cino, presenta un elegante fronte a bugnato liscio scandito da paraste e sontuose
finestre su due ordini. Il casello di lecce Al centro della
città si leva, imponente, il poderoso castello voluto - nella struttura
attuale-, da Carlo V, come punto di convergenza delle coeve mura difensive: il
baluardo fortificava il lato più espostodell'antica area urbana, quello
rivolto al mare - da cui dista, infatti, poche decine di km -. Edificata su una
precedente struttura normanna tra il 1539 e il 1549 dall'architetto militare Gian
Giacomo dell'Acaja - che proprio qui morì segregato nelle prigioni sotterranee
-, la vasta fortezza si sviluppa in due corpi trapezoidali concentrici, separati
da un cortile interno, con una caratteristica cortina bastionata - progettata
per l'impiego delle armi da fuoco-, in cui si stagliano possenti i baluardi angolari
a lancia; il fossato che la racchiudeva venne colmato a fine '800. Su uno dei
lati del cortile interno prospetta il vetusto mastio quadrangolare di epoca angioina,
che conserva, in un locale ipogeico, una pregevole cappella, impreziosita da un
ricchissimo altare barocco. Testimone di trascorsi militari e di fasti di corte,
l'antico presidio è, oggi, cornice di alcune delle più importanti
manifestazioni culturali della città di Lecce. |